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Nel nostro Centro di psicoterapia seguiamo l’approccio più indicato a seconda dei problemi, in accordo con le indicazioni della ricerca internazionale.

Che cos’è  la terapia Dialectical Behavior Therapy?

Cos’è

La Dialectical Behavior Therapy di Marsha Linehan è il trattamento di elezione, evidence-based (basato cioè su prove scientifiche di efficacia), per il disturbo borderline di personalità.

Integra principi della Mindfulness, del Behaviorismo e delle Terapie cognitivo-comportamentali.

Il termine Dialettica si rifà al concetto filosofico di incontro nel divenire, cioè al fatto che solo confrontando diversi punti di vista e trovando una sintesi efficace, si può pervenire a verità funzionali, relativamente alla padronanza di sè a alla risoluzione dei problemi.

Quali sono i disturbi trattabili con il metodo DBT?

Posso curare i disturbi d’ansia e di umore?

È efficace nei disturbi di personalità con caratteristiche di disregolazione emotiva e comportamenti impulsivi auto ed eterodiretti.

Per comportamenti impulsivi, oltre a comportamenti suicidari e parasuicidari, si intendono anche bulimia, dipendenze da gioco e da sostanze.

Come funziona il trattamento di terapia dialettico comportamentale?

Come curare i disturbi d’ansia e di umore?

L’intervento consiste in due tipi di interventi paralleli:

1)psicoterapia individuale

2)gruppo di apprendimento di skills.

Il paziente è preso in carico da un team, non da un singolo terapeuta.

Eye Movement Desensitization and Reprocessing

Cos’è l’ EMDR?

Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari

L’ Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR), ha come base teorica l’Adaptive Information Processing, che definisce come, anche sulla base di evidenze neurofisiologiche, i ricordi traumatici non elaborati possono dare luogo a diverse forme di patologia.

L’ EMDR, è una tecnica particolare, che utilizza i movimenti oculari, e la stimolazione alternata Destro/Sinistro, per curare disturbi traumatici , legati direttamente ed indirettamente, ad esperienze altamente traumatiche

I risultati benefici dell’EMDR, sono documentati dai numerosissimi studi clinici e di neurofisiologia.

Cosa tratta l’ EMDR?

L’EMDR è un metodo di psicoterapia altamente efficace nella risoluzione dei disturbi psicologici post traumatici.

E’ un approccio scientificamente standardizzato. Viene utilizzata anche per disturbi da depressione, disturbi d’ansia, fobie, elaborazione del lutto, sintomi somatici e dipendenze.

Come funziona la desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari?

Per mezzo di movimenti oculari e altre forme di stimolazione alternata destra/sinistra, si aiuta il paziente a elaborare e superare le esperienze traumatiche.

I ricordi perdono la loro valenza emotiva, e  le sensazioni fisiche ad essi collegate riducono l’intensità.

Cambia così la percezione di sé e, quindi, la capacità di adattamento e risoluzione di problemi, con tempi decisamente più brevi rispetto ad altre forme di intervento.

Che cos’è la Cognitive Behavior Therapy?

Cos’è

La Cognitive Behavior Therapy – Enhanced di Christopher Fairburn (CBT-E) è una terapia psicologica progettata specificamente per tutti i tipi di problemi alimentari ed un’ampia gamma di distrubi psicopatologici. È basata sui principi cognitivo-comportamentali.

Cosa tratta la Cognitive Behavior Therapy?

Posso curare i disturbi d’ansia e di umore?

La CBT,  ha la facoltà di trattare diversi tipi di disturbi psicopatologici, tra cui tutti  i tipi di disturbo alimentare

Come funziona la terapia CBT?

Si tratta di un protocollo standardizzato in cui si affrontano progressivamente le varie problematiche che sostengono il disturbo alimentare e tutti i tipi di disturbo psicopatologici, con moduli aggiuntivi e approfondimenti per problematicità particolari.

Il progetto di terapia è individualizzato e definito d’accordo tra paziente e terapeuta. La durata della terapia è variabile, in genere tra le venti e le trenta sedute.

Che cos’è la psicoterapia integrata?

Cos’è

La Psicoterapia Integrata è un modello che cerca una sintesi tra aspetto soggettivo della sofferenza psichica (come ogni persona sperimenta il dolore, come lo interpreta) e dati oggettivi dei particolari disturbi di personalità, studiati su una popolazione standard.

Il processo di guarigione dipende dal tipo di relazione instaurato tra paziente e terapeuta (che a sua volte è influenzato dalle primitive relazioni con il caregiver).

Insieme questi “costruiscono” nuove verità/soluzioni più funzionali, secondo una modalità intersoggettiva/dialettica.

Cosa tratta la psicoterapia integrata?

Come posso curare i disturbi d’ansia e di umore?

La psicoterapia integrata tratta diversi sintomi, quali:

1) fobie di ogni genere

2) Ossessioni

3) Disturbi legati all’ansia,

4) Disturbi legati alla depressione

5) Disturbi alimentari

6) Disturbi di personalità

7) Problemi di coppia e di famiglia.

Aiuta il paziente (o i pazienti se si tratta di coppie o famiglie) a focalizzare problemi personali o relazionali

Come funziona la psicoterapia integrata?

La psicoterapia integrata aiuta il paziente su differenti livelli.

Per il livello personale:

  • Riconoscere cognitivamente un problema e trovare le strategie più adatte a risolverlo
  • Comprendere le emozioni ad esso collegate, per poterle gestire in base agli obiettivi
  • Vivere il proprio corpo, focalizzando sensibilità interna ed esterna. La forza dell’identità profonda non piò prescindere dalla consapevolezza e incontro senso-motorio
  • Focalizzare i meccanismi di difesa disfunzionali per renderli adattivi

Per il livello interpersonale:

  • Aiuta il paziente a prendere consapevolezza e correggere le modalità relazionali disfunzionale
  • Lo fa in un’ottica intersoggettiva/dialettica. Per essere liberi e soddisfatti è necessario che realizziamo gli obiettivi di vita che ci siamo dati secondo le nostre etiche. La libertà presuppone il rispetto reciproco.

Le tecniche:

Vengono utilizzate diverse tecniche prese da diversi approcci di psicoterapia.

Il rinforzo è anche adottato in un’ottica interpersonale: l’incoraggiamento aiuta da parte del terapeuta aiuta il paziente a migliorare continuamente.

Terapia Metacognitiva Interpersonale

Cos’è

La Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) appartiene all’ultima generazione delle psicoterapie cognitive, nata e sviluppata per adattare i modelli di terapia cognitiva alla cura dei pazienti con disturbi di personalità.

Cosa tratta la terapia meta-cognitiva interpersonale?

Prevalentemente disturbi di personalità, ma anche disordini alimentari, ansia e depressione.

La Terapia Metacognitiva Interpersonale mira a:

  1. Migliorare la metacognizione, ovvero:
    • la capacità di comprendere i pensieri, le emozioni, le cause psicologiche dei propri comportamenti disfunzionali;
    • promuovere ed affinare la capacità di capire cosa gli altri pensano, provano e cosa li muove ad agire;
    • utilizzare la conoscenza sul proprio mondo interno e sul mondo psicologico degli altri per lenire la sofferenza e promuovere modi di relazionarsi con gli altri che permettano di vivere una vita sociale più realizzata, piena di senso e attiva.
  2. Comprendere quali sono gli schemi interpersonali che guidano le azioni che a loro volta portano a soffrire e a bloccare la vita sentimentale, affettiva e di relazione in generale.
  3. Comprendere quali siano le strategie che la persona adotta per calmare le emozioni negative o superare momenti di passività, chiusura e depressione.
  4. Una volta aumentata la capacità di capire gli stati mentali, ovvero la metacognizione, e una volta compresi gli schemi interpersonali problematici e le strategie disfunzionali per regolare le emozioni negative (sintomi), paziente e terapeuta intraprendono una serie di azioni volte a promuovere il cambiamento.

Come funziona la terapia meta-cognitiva interpersonle?

La Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) si suddivide in due parti.

La prima parte. è denominata “Formulazione condivisa del funzionamento” in cui il terapeuta, aiutando il paziente a rievocare ed esplorare una serie di memorie autobiografiche tra loro associate, ricostruisce assieme al paziente, il modo in cui il paziente pensa, sperimenta emozioni e si comporta all’ interno delle relazioni interpersonali (schemi interpersonali).

Il paziente, è aiutato a comprendere come la propria sofferenza sia generata principalmente da tali schemi.

Una volta ricostruita la scena, compresi i motivi psicologici di sofferenza e problemi, la Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI) passa alla “Promozione del cambiamento”, che comprende l’adozione di prospettive alternative, la valorizzazione di aspetti positivi, sani e funzionanti di sé, la promozione di un senso di padronanza di sé per realizzare i propri desideri e obiettivi.

In fasi più avanzate di terapia, la Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI),  aiuta il paziente a comprendere come possa contribuire con i propri comportamenti ed attitudini, alla creazione dei problemi e come cambiare in modo da ottenere dagli altri risposte migliori.

Cos’è il Modello Sistemico-Relazionale?

Quando parliamo di psicoterapia sistemico – relazionale, facciamo riferimento ad una scuola di pensiero che legge il disagio psichico come il risultato di uno squilibrio che si crea nei sistemi in cui l’individuo vive le proprie relazioni significative (la coppia, il nucleo familiare, la famiglia allargata o il contesto lavorativo).

Tale mancanza di equilibrio, genera tensioni emotive che possono condurre al disagio individuale e/o del sistema.

Una disfunzione all’interno delle relazioni, rappresenta metaforicamente il conflitto psichico che si cela nell’ individuo, influenzando negativamente il suo stato di benessere psichico.

Cosa tratta il Modello Sistemico Relazionale?

Tratta individuo, coppie, famiglie

Molto spesso, il disagio può derivare dall’impossibilità di cambiare vecchi schemi relazionali che, ad un certo punto, non si conciliano più con le condizioni di vita attuali.

Talvolta, invece, è causato dalla difficoltà ad assolvere ai compiti evolutivi che la vita richiede, perché ritenuti troppo gravosi ed emotivamente poco sostenibili (blocchi evolutivi nel ciclo di vita, confusione nei ruoli, mancanza di confini tra le generazioni, etc).

L’obiettivo principale del percorso terapeutico è, dunque, la possibilità –co-costruita col paziente- di esplorare in maniera inedita la propria storia (familiare e trigenerazionale) riscrivendola in maniera funzionale e condivisa.

Come funziona il Modello Sistemico Relazionale?

La psicoterapia sistemico – relazionale viene condotta con l’individuo, mantenendo il focus dell’attenzione sui sistemi relazionali in cui questi è inserito, attraverso uno spazio privilegiato in cui la relazione con il paziente diventi il fulcro del lavoro terapeutico.

In tal modo, si realizza un’idea di “cura” che riduce le differenze gerarchiche tra terapeuta e paziente, mettendo così in evidenza le potenzialità del soggetto, percepito come autonomo e attivo.

Si utilizzano strumenti, all’interno del trattamento, quali:

1) Prescrizioni

2) Interventi paradossali

3) Uso di metafore,

4) Riformulazione dei significati

5) Genogramma

6) Sculture

7) giochi relazionali.

In quest’ottica, il progetto terapeutico rappresenta –per il paziente- uno strumento che sollecita e facilita il cambiamento, con la sperimentazione di modalità alternative e creative nell’approcciarsi ai problemi e agli eventuali momenti di crisi.